L’edificio
divenuto ora Museo Archeologico del Comune è frutto
di una ristrutturazione di un piccolo complesso relativo ad
una casa rurale “a corte”, edificata
nel corso dell’Ottocento.
All’interno dell’area
scoperta, una volta destinata al deposito degli attrezzi agricoli
ed altre funzioni sussidiarie, è stato ricavato uno
spazio di raccordo fra i due corpi di fabbrica originari,
quello adibito originariamente a deposito, situato nel piano
alto, e quello del vecchio portico del piano terreno, ora
chiuso sul cortile a formare una delle sale espositive.
Lo
spazio di raccordo, un padiglione metallico strutturato su
due rampe, rispettivamente per la salita e la discesa, delimita
la prima sala espositiva, caratterizzata dalla presenza di
ambienti ricostruttivi aperti.
Gli ambienti destinati agli
uffici e al deposito-laboratorio sono stati ricavati in parte
nell’originario fabbricato interno al cortile e adiacente
alla “lolla”.
 La
ristrutturazione ha trasformato il vecchio edificio solo in
parte, adeguandolo alle esigenze del percorso, degli impianti
e di fruizione da parte degli utenti disabili; sono stati
utilizzati, ove possibile, gli stessi materiali originari.
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