Enemigos de la Fe'
Pirati e difensori Costieri

Le navi e le usanze

La nave tipica del '500, comune alla flotte cristiane e musulmane, era la galera o galea, il cui elemento caratteristico era uno sperone in bronzo massiccio, situato a prua, che veniva utilizzato per squarciare il fianco delle navi nemiche, in modo da permettere l'arrembaggio.

Oltre alla galera, venivano utilizzate le galeotte, galere più piccole e veloci; le fuste, un altro tipo più sottile e veloce di galera; le feluche, navi più larghe delle galere, dotate di molte vele e di 8 - 12 remi; gli sciabecchi, che venivano utilizzati soprattutto d'inverno, caratterizzati da un grosso scafo e da una buona tenuta in mare.

Pirata barbaresco

Veduta di una galera .  Incisione del XVI sec.

Oltre al raìs, alcune navi ospitavano i giannizzeri, soldati di fiducia dei sultani. Vi erano poi il bash raìs, ufficiale in seconda; il capo dell’equipaggio; il khoja, corrispondente allo scrivano delle navi cristiane; un raìs etterik, che aveva il compito di comandare le navi catturate e condurle in porto; un bash jerrah, corrispondente al barbiere delle navi cristiane, che era una sorta di chirurgo infermiere.

Capitano della nave pirata era il raìs, che aveva potere assoluto su tutti i membri dell’equipaggio.

Al momento di salpare, il raìs faceva issare una bandiera verde sull’albero maestro della nave e una banderuola, dello stesso colore, in cima ad un palo della banchina del porto: veniva così avvisato chi voleva imbarcarsi.

Ciascun membro dell’equipaggio portava con sé un moschetto, una scimitarra e un coltellaccio di sua proprietà, e anche una coperta e un po’ di viveri.

La fatica dei remi era affidata agli schiavi, che erano la merce più preziosa della pirateria.

Pirata barbaresco.

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