la Sardegna Catalano Aragonese
 
Presentazione
la Sardegna Catalano Aragonese
1353-1420 La Sardegna ai sardi

La Famiglia Carroz

Le Tombe
I castelli
Villasimius in età aragonese
Villasimius nelle antiche rotte
I falconi di Serpentara
Il relitto dell'Isola dei Cavoli
Gli Azulejos

 

 

 

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Con la bolla "super reges et regna", Bonifacio VIII dona a Giacomo II, re d'Aragona e Valenza e Conte di Barcellona "in feudo perfetto", il Regno di Sardegna e Corsica, compenso per la rinuncia al Regno di Sicilia del 1295, in mano al fratello Federico.
La Sardegna si trovava allora così suddivisa:
1 - I territori dell'ex Giudicato di Cagliari erano quasi tutti del Comune di Pisa, così come l'ex Giudicato di Gallura;
2 - L'ex Giudicato di Torres era ripartito fra i Doria e i Malaspina, mentre Sassari dipendeva da Genova;
3 - Il Giudicato d'Arborea era l'unico ancora esistente.
L'Isola era il tassello mancante alla traiettoria dei mercanti catalani: Catalogna-Valenza-Baleari-Sicilia-Coste Africane-Mediterraneo Orientale.
I mercanti Catalani, posta base in Sicilia, viaggiavano ormai da tempo con balle di panni da Pisa a Cagliari, in direzione inversa ai prodotti della pastorizia.
Inevitabili furono i problemi con i Pisani. Tramite una serie complicata di trattative, che videro come alleato principale il Giudice d'Arborea Ugone II de Bas Serra, nel 1323 il sovrano Aragonese predispose una spedizione nell'Isola al comando dell'Ammiraglio Francesco Carroz. I Pisani, sconfitti, nel 1326 firmarono la pace con gli Aragonesi, cedendo loro la Sardegna.
Durante il lungo assedio di Villa di Chiesa (Iglesias), l'Infante Alfonso cominciò ad infeudare l'Isola ai baroni che avevano partecipato all'impresa: fra di essi spiccavano i valenzani Carroz.
Seguirono rivolte nel nord dell'Isola: Sassari e Alghero, in mano ai Genovesi, si ribellarono agli Aragonesi. Nel 1354 i Doria, Signori di Alghero, si arresero e la città passò alla Corona di Aragona.