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la Sardegna Catalano Aragonese
1353-1420 La Sardegna ai sardi

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Il castello di Quirra

I resti del castello di Quirra sono ancora visibili sulla cima del monte Cuidas (m. 296), in territorio di Villaputzu (Ca).
Secondo alcune fonti, sarebbe sorto su un eremo dedicato ai santi Corrado e Remo, di cui non restano tracce.
Il castello venne fatto costruire dai giudici di Cagliari nella metà del XIII sec. e alla fine dello stesso fu loro strappato da Nino di Gallura.
Quando, nel 1323, gli Aragonesi sbarcarono in Sardegna, l’Ammiraglio Francesco Carroz, al comando della flotta, lo assediò e cacciò i Pisani dall’intero territorio.
Il castello, concesso in feudo assieme ad altri territori al Carroz per i suoi servigi, fu assediato sia dai Genovesi che dagli Arborensi.
Nel 1363 il sovrano aragonese concesse a Berengario II il titolo comitale e, in seguito, infeudò il castello a Donna Violante, sovvertendo le regole di successione.
Ciò provocò la reazione di Mariano IV d’Arborea che aspirava alla successione e assalì il castello senza però riuscire a conquistarlo. L’assedio fu ripreso alla sua morte, prima dal figlio Ugone, poi da Brancaleone Doria, marito di Eleonora d’Arborea, nel 1389.
A partire da questa data non si parla più del castello, ma della contea di Quirra, in seguito divenuta marchesato.
Nel 1646, sul litorale antistante il monte su cui si ergeva il castello, naufragò una nave da guerra francese carica di truppe diretta a Napoli.
Circa 400 uomini imbarcati sulla nave riuscirono a salvarsi e si rifugiarono nel castello ma, assediati, si arresero alle truppe della contrada.
Sul castello aleggia una leggenda cruenta: Don Berengario Carroz, Conte di Quirra, innamorato di Donna Eleonora Manriquez, una bellissima contessa, cugina della regina, avrebbe fatto uccidere nel castello la moglie Beatrice (o Benedetta) d’Arborea, dopo averla accusata a torto di tradimento.
Nel 1839, durante il regno di Carlo Alberto, il castello di Quirra, così come ogni altro feudo dell’Isola, ruppe il suo secolare legame coi Carroz e i loro discendenti: ultimi feudatari furoni i Carroz-Osorio.


Il Castello di Quirra, ebbe un ruolo assai rilevante nella storia del territorio di Villasimius, Carbonara fino al 1862.
Concesso in feudo alla famiglia Carroz nel 1363, la sua storia venne ben presto a legarsi con quella del piccolo villaggio di Carbonara, facente parte dei numerosi possedimenti di quei potenti signori.
Il legame si perpetuò fino alla seconda metà del secolo scorso, quando l’ultimo feudatario, il marchese di Quirra, ne vendette i diritti e si entrò nella fase comunale.

Il castello di San Michele

Le fonti storiche raccontano che sulla sommità del colle di San Michele a Cagliari si trovasse un convento.
Per quanto riguarda l’ordine di appartenenza, non vi sono notizie certe, anche se il culto di San Michele ed alcuni toponimi potrebbero far pensare addirittura al periodo della penetrazione monastica greca (VI - VII sec. d.C.).
Si potrebbe anche pensare ad ordini monastici di ispirazione cattolica, come i vittorini, i camaldolesi, etc. , presenti nell’isola a partire dall’XI sec.
Il castello venne costruito dai Pisani nel XIII sec.: di questa fase restano solamente due torri, uno stemma e parte delle mura.
Sbarcati gli Aragonesi nell’Isola (1323), l’Infante Alfonso concedeva in feudo Sinnai a Berengario Carroz, purchè restaurasse il castello.
Berengario Carroz si trovava allora nella cittadella fortificata di Bonaria, dalla quale gli Aragonesi assediavano i Pisani chiusi in Castel di Castro.
Si dice che Berengario fece smantellare la basilica di S.Saturno, posta all’interno della cittadella, e che coi suoi pezzi abbia adornato i suoi palazzi e lo stesso castello di S.Michele. Il castello divenne ben presto la roccaforte dei Carroz, che ospitarono al suo interno malfattori ed altri personaggi equivoci che effettuarono frequenti scorrerie nel circondario.
Molti personaggi illustri si lamentarono presso il sovrano dello strapotere dei Carroz, ma si trattava di una famiglia troppo potente, legata fortemente alla famiglia reale.
Per tutto il XIV sec. il castello, uno dei capisaldi aragonesi nell’Isola, ottenne approvvigionamenti e benefici dai vari sovrani succedutisi.
Nel 1470, durante la rivolta di Leonardo Alagon contro il Viceré Nicolò Carroz d’Arborea per la successione nel marchesato d’Oristano, il castello venne occupato dall’Alagon, ma tornò nelle mani dei Carroz di Quirra pochi anni dopo. Continuarono i soprusi e le ambigue frequentazioni dei Carroz, di cui fu protagonista fra la fine del XV e i primi del XVI sec. Donna Violante, la tanto temuta contessa che fu maledetta dal clero e dagli uomini dopo l’assassinio di un sacerdote.
Da lei il castello fu anche detto della “contessa” .....